Corno alle Scale: sci d'inverno, sentieri d'estate

Poco oltre il crinale che divide la Toscana dall'Emilia si alza il Corno alle Scale, la vetta più alta dell'Appennino bolognese: 1.945 metri, con la parete nord fatta di balze rocciose disposte come gradini — da cui il nome curioso della montagna. Il versante sud guarda verso la provincia di Pistoia e le sue acque scendono nel Serchio: siamo, letteralmente, a cavallo di due regioni. È una montagna doppia: d'inverno stazione sciistica, per il resto dell'anno paradiso dell'escursionismo, tutto dentro un Parco Regionale istituito nel 1988.

D'inverno: la stazione sciistica

Il comprensorio si sviluppa sopra Vidiciatico, nella conca del Cavone, con una quindicina di chilometri di piste servite da seggiovie e tapis roulant, e innevamento programmato su gran parte dei tracciati. È una stazione a misura di famiglia: aree dedicate ai principianti, un baby park sulla neve, scuole di sci e piste per tutti i livelli.

Ma il Corno ha un vanto in più. È qui che un giovanissimo Alberto Tomba mosse i primi passi sugli sci: due piste portano il suo nome — Tomba 1 e Tomba 2 — e sono tra le più lunghe di tutto l'Appennino. Per lo snowboard c'è il terrain park delle Malghe, e attorno alle piste si possono fare ciaspolate e sci alpinismo.

Lo skipass giornaliero costa indicativamente dai 28 euro nei feriali ai 38 nei festivi, con formule per mezza giornata. La stagione va di solito da metà dicembre a fine marzo, neve permettendo: meglio verificare lo stato degli impianti sul sito ufficiale prima di partire.

D'estate: uno dei balconi più belli dell'Appennino

Quando la neve si scioglie, il Corno alle Scale diventa un immenso terreno di gioco per chi cammina. Solo nel comune di Lizzano in Belvedere ci sono oltre 350 chilometri di sentieri CAI, che diventano più di 800 contando i paesi vicini. Molti partono direttamente dai borghi di pietra della zona.

La meta classica è il Lago Scaffaiolo (1.775 m), specchio d'acqua incastonato sul crinale accanto al rifugio Duca degli Abruzzi, uno dei luoghi più fotografati dell'Appennino. Ma ci sono anche la Punta Sofia con la sua grande croce metallica, la silenziosa Valle del Silenzio, i Balzi dell'Ora, e i giri sul crinale tra i rifugi. In alta quota l'ambiente è quasi alpino, e i panorami arrivano fino al mare. È terreno perfetto anche per la mountain bike e per il cicloturismo su strada.

I dintorni

Ai piedi della montagna, Lizzano in Belvedere e Vidiciatico sono paesi di villeggiatura estiva e invernale, con i loro borghi in sasso. Nei pressi merita una sosta il santuario della Madonna dell'Acero, immerso nel bosco, legato a un'antica leggenda di apparizione. E tutt'intorno è Appennino autentico: castagneti, rifugi dove pranzare, sorgenti.

Come arrivare da Villa Agnolaccio

Il Corno alle Scale è a circa un'ora e mezza d'auto da Villa Agnolaccio. Si risale la valle del Reno lungo la Porrettana e si sale poi verso Vidiciatico e il Cavone lungo la strada provinciale che porta agli impianti. In inverno, come sempre in quota, servono gomme termiche o catene.

Villa Agnolaccio: la base ideale in ogni stagione

Il bello del Corno alle Scale è che si presta a due gite completamente diverse a seconda del periodo — e Villa Agnolaccio è la base giusta per entrambe. D'inverno è la giornata sulla neve; d'estate è la camminata in quota, magari fino al Lago Scaffaiolo. In entrambi i casi, la sera si torna in un posto che con la montagna non c'entra nulla: colline, ulivi, un giardino e il silenzio della campagna toscana.

È il vantaggio di una base in questa posizione: da qui, nel raggio di poco più di un'ora, si passa dalla neve dell'Appennino alle mura di Lucca, dalle terme della Valdinievole a Firenze. Ogni giorno una gita diversa, senza mai rifare le valigie.

Il consiglio, d'estate, è di partire presto: l'aria del mattino in quota è impagabile, e resta tutto il pomeriggio per rientrare con calma verso le colline.

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