San Gimignano in giornata: le quattordici torri, l'arte e come evitare la folla
Nel suo momento migliore San Gimignano contava settantadue torri. Nel 1580 ne restavano venticinque, oggi se ne contano quattordici. Bastano a dare al borgo della Val d'Elsa un profilo che si riconosce da chilometri. Il centro storico è patrimonio UNESCO dal 1990. Il riconoscimento porta in paese un flusso di visitatori che in alta stagione riempie via San Giovanni dalla mattina alla sera. Da Villa Agnolaccio ci vuole circa un'ora e venti di auto, quindi conviene decidere prima tre cose: a che ora arrivare, dove lasciare la macchina e che cosa prenotare.
Quattordici torri su settantadue
Le torri raccontano una gara tra famiglie. Chi aveva i mezzi costruiva più in alto del vicino, e nel paese arroccato a 324 metri di quota la competizione si leggeva da lontano. La più antica è la Torre Rognosa, dei primi del Duecento. Il conteggio delle sopravvissute cambia secondo i criteri: alcuni testi arrivano a sedici includendo il campanile della Collegiata e la casa-torre Pesciolini. Altre torri sono state tagliate e si riconoscono ancora, mozze, dentro le case del centro.
La ricchezza che pagò tutto questo passava dalla strada. La Via Francigena attraversava il paese lungo l'asse tra Porta San Giovanni e Porta San Matteo. L'arcivescovo Sigerico di Canterbury, in viaggio tra il 990 e il 994, annotò la tappa col nome di Sancte Gemiane. Qualche secolo dopo, l'8 maggio 1300, arrivò Dante Alighieri come ambasciatore della Lega Guelfa. La sala del Palazzo Comunale dove parlò porta il suo nome e conserva la Maestà di Lippo Memmi.
Il Duomo, Santa Fina e il cantiere di Benozzo Gozzoli
La Collegiata di Santa Maria Assunta, completata nel 1148, non ha una facciata che prepari a quello che c'è dentro. Le pareti sono coperte di affreschi: le storie dell'Antico Testamento di Bartolo di Fredi, il Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo, la cappella di Santa Fina decorata da Domenico Ghirlandaio.
C'è anche un San Sebastiano di Benozzo Gozzoli con una data precisa dietro. Il pittore lo eseguì tra il 1° aprile e il 28 luglio 1464, mentre la peste correva e il cantiere degli affreschi di Sant'Agostino restava fermo. Quel cantiere riprese poi e si chiuse nel 1465. Nella chiesa di Sant'Agostino, in fondo al paese, il coro racconta la vita del santo in diciassette scene dipinte da Gozzoli con i suoi aiuti, Pier Francesco Fiorentino e Giusto di Andrea. Le commissionò il frate Domenico Strambi, detto il dottor Parigino perché aveva studiato a Parigi.
Sant'Agostino sta lontano dalla via principale, e di solito è la parte più tranquilla della visita.
Salire sulla Torre Grossa
Dal Palazzo Comunale si sale sulla Torre Grossa, alta 54 metri e completata nel 1311. In cima il panorama copre la Val d'Elsa e, nei giorni limpidi, arriva molto oltre. La salita è compresa nel biglietto cumulativo assieme alla Pinacoteca, dove si trovano opere di Pinturicchio, Benozzo Gozzoli e Filippino Lippi.
La Vernaccia e la Rocca di Montestaffoli
Il nome Vernaccia compare in un registro del Comune già nel 1276, quando il paese tassava il vino in entrata e in uscita. Il 3 marzo 1966 la Vernaccia di San Gimignano ottenne la prima DOC della storia enologica italiana. Nel 1993 è diventata DOCG, l'unica bianca della Toscana.
Il vino si assaggia in diverse cantine della zona e dentro le mura. Sopra il paese, la Rocca di Montestaffoli, costruita nel 1351 dopo la sottomissione a Firenze, ospita oggi la Vernaccia Wine Experience. Dal camminamento si vedono le torri dall'alto, e il tramonto da lì è uno dei motivi per restare fino a tardi.
Quando andare, e quando evitare
Le comitive arrivano in genere a metà mattina e ripartono nel pomeriggio. Se entrate in paese prima delle dieci o dopo le diciassette trovate le stesse piazze con molta meno gente. La luce è anche migliore per le fotografie.
Dal 1° maggio 2026 il centro storico ha una ZTL con accessi video controllati, quindi impostate il navigatore su un parcheggio e non sulle piazze. Chi arriva in autunno o in inverno dovrebbe controllare i giorni di apertura. Il sito del Duomo indica due periodi di chiusura della Collegiata, dal 15 al 31 gennaio e dal 15 al 30 novembre. Gli orari dei musei si accorciano dal 1° novembre.
Informazioni pratiche
Distanza da Villa Agnolaccio: circa 88 km, un'ora e venti d'auto.
Parcheggi (tariffe 2026): il P1 Giubileo costa 2 € la prima e la seconda ora, 1,50 € le successive, con un massimo di 7 € al giorno. P2 Montemaggio, P3 Bagnaia Superiore e P4 Bagnaia Inferiore partono da 2,50-3 € l'ora e arrivano a 15 € per il primo giorno. Il P5 Santa Lucia, a circa 3 km, è riservato ai camper. Si paga alle casse automatiche, in contanti o con carta.
CityBus: la linea SG1 collega Le Mosse, il centro e Santa Lucia tutto l'anno, ma da giugno a settembre non passa dentro le mura; le fermate utili sono Porta San Giovanni e Porta San Matteo. Orari su at-bus.it.
San Gimignano Pass: 15 € intero, 12 € dai 6 ai 17 anni, valido 3 giorni, più 1 € di prenotazione. Comprende il complesso della Collegiata, il Palazzo Comunale con Pinacoteca e Torre Grossa, il complesso di Santa Chiara e la chiesa di San Lorenzo in Ponte.
Orari: i musei civici aprono 10-19:30 dal 1° aprile al 31 ottobre e 11-17:30 dal 1° novembre al 31 marzo. La Collegiata, in estate, apre 10-19:30 da lunedì a venerdì, 10-16:30 il sabato e 12:30-19:30 la domenica, con orari ridotti d'inverno. Possono cambiare per le funzioni religiose, quindi controllate il sito dei musei prima di partire.
Da abbinare: San Miniato sta sulla strada del ritorno verso Pistoia, e il Padule di Fucecchio è poco oltre.
Villa Agnolaccio, la base per le giornate in Val d'Elsa
Villa Agnolaccio si trova sulle colline a tre chilometri dal centro di Pistoia, a circa un'ora e venti da San Gimignano. Partendo presto arrivate in paese quando aprono i musei e rientrate per cena, con la strada del ritorno ancora chiara. Da qui Firenze e Lucca sono a circa un'ora. La nostra villa del primo Settecento, con il giardino e l'uliveto, funziona bene come base per un giro che tocchi più borghi in giorni diversi.