Acquedotto Nottolini: la cosa più insolita da fare a Lucca

Foto di Stefano Gabryel, fotografo naturalista e guida escursionistica in Toscana. Gli ospiti di Villa Agnolaccio hanno diritto a uno sconto esclusivo del 10% sulle sue escursioni.

Tutti conoscono le mura di Lucca, Piazza dell'Anfiteatro, la Torre Guinigi con i lecci sul tetto. Ma pochi sanno che a pochi chilometri dal centro, disteso nella campagna lucchese come un'opera romana dimenticata dal tempo, esiste uno dei monumenti più suggestivi e meno visitati della Toscana: l'Acquedotto Nottolini.

Quattrocentosessanta archi in mattoni che attraversano pianure e colline per oltre tre chilometri. Un sentiero che corre ai loro piedi, tra boschi, torrenti e sorgenti d'acqua pura. E una leggenda — le Parole d'Oro — che rende questo posto quasi magico. Se cerchi qualcosa di diverso da fare a Lucca, sei nel posto giusto.

Chi era Lorenzo Nottolini e perché costruì l'acquedotto

Fino ai primi decenni dell'Ottocento, la città di Lucca si approvvigionava di acqua attraverso pozzi sotterranei di qualità spesso scadente. Nel 1822, Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, incaricò il regio architetto Lorenzo Nottolini di risolvere il problema una volta per tutte: costruire un acquedotto che portasse in città acqua limpida e pura direttamente dalle sorgenti del Monte Pisano.

Nottolini lavorò all'opera per quasi trent'anni — dal 1823 al 1851 — realizzando qualcosa che andava ben oltre un'infrastruttura idraulica. L'acquedotto che porta il suo nome è un capolavoro di ingegneria neoclassica: 460 archi in mattoni e muratura alti circa 12 metri, che sostengono sulla sommità un doppio canale per le acque, due tempietti neoclassici ai due estremi del percorso, e un sistema di sorgenti, gallerie e filtraggio di straordinaria precisione.

Oggi l'acquedotto non porta più acqua a Lucca — le fontane della città sono alimentate da una rete idrica moderna sotterranea — ma rimane perfettamente intatto nella sua struttura, interrotto soltanto da sei archi abbattuti nel Novecento per consentire il passaggio dell'autostrada A11.

Cosa vedere lungo l'Acquedotto Nottolini

Il Tempietto di San Concordio

Il punto di partenza ideale per chi arriva da Lucca. Questo elegante edificio circolare in stile neoclassico dorico, costruito tra il 1823 e il 1825, era la cisterna finale dell'acquedotto: qui l'acqua si raccoglieva in una grande vasca doppia di marmo, prima di essere spinta sotto pressione attraverso tubi metallici sotterranei fino alle fontane del centro città. Dal Tempietto di San Concordio parte il sentiero che costeggia le arcate verso la campagna.

Le arcate nella campagna

Camminare ai piedi delle arcate dell'acquedotto è un'esperienza che non ha paragoni nella Toscana ordinaria. La struttura avanza dritta attraverso la pianura con la logica implacabile di un acquedotto romano — e non è un caso, perché Nottolini si ispirò proprio all'ingegneria antica. In certi tratti il paesaggio intorno è talmente silenzioso e intatto da sembrare fuori dal tempo.

Le Parole d'Oro

A circa tre chilometri dal Tempietto di San Concordio si trova il luogo più suggestivo di tutto il percorso: le Parole d'Oro. Il nome ha un'origine quasi leggendaria: i contadini dell'Ottocento, vedendo scintillare le lettere di ottone di un'iscrizione commemorativa su un piccolo ponticello, le scambiarono per oro vero. Da quel malinteso nacque il nome — e oggi il luogo conserva un fascino quasi fiabesco, con il bosco che si stringe intorno al torrente e i riflessi dell'acqua tra le pietre.

Il Tempietto di Guamo

All'estremità opposta del percorso arcuato sorge il Tempietto di Guamo, il serbatoio di captazione dove le acque raccolte dai torrenti del Monte Pisano venivano convogliate e filtrate prima di essere immesse nel doppio canale sopra le arcate. È qui che l'acquedotto "nasce", e la zona circostante — con il Rio San Quirico che scorre tra i boschi — è tra le più belle dell'intero percorso.

L'Osservatorio Astronomico sul Monte della Gallonzora

Per chi prolunga l'escursione oltre il Tempietto di Guamo, salendo lungo il sentiero che attraversa il paese di Vorno si raggiunge l'Osservatorio Astronomico sul Monte della Gallonzora. L'assenza di inquinamento luminoso lo rende uno dei punti migliori della zona per l'osservazione del cielo. Di giorno, il panorama sulle colline lucchesi e, nelle giornate limpide, sulle Alpi Apuane, vale da solo la salita.

Come si visita: a piedi o in bicicletta

Il percorso principale lungo le arcate è pianeggiante, sterrato e percorribile comodamente sia a piedi che in bicicletta. È accessibile a tutti, compresi bambini e chi non è allenato al trekking. La lunghezza del tratto principale — dal Tempietto di San Concordio al Tempietto di Guamo — è di circa 3 chilometri, percorribili in meno di un'ora in entrambe le direzioni.

Chi vuole un'escursione più completa può proseguire oltre Guamo, lungo il sentiero che sale attraverso il bosco fino alle Parole d'Oro e all'Osservatorio. In questo caso il percorso diventa di media difficoltà e richiede circa 3-4 ore totali. Scarpe da trekking consigliate per la parte in salita.

L'acquedotto è anche parte della Via degli Acquedotti, il lungo itinerario escursionistico che collega Lucca a Pisa attraverso il Monte Pisano, seguendo in parte il tracciato del Nottolini e dell'Acquedotto Mediceo di Pisa.

Come arrivare all'Acquedotto Nottolini

Il punto di partenza più comodo è il Tempietto di San Concordio, nel quartiere omonimo appena fuori le mura di Lucca. In alternativa, si può lasciare l'auto presso il campo sportivo di Sorbano del Giudice (coordinate GPS: 43.824736, 10.514871) e raggiungere le arcate a piedi in pochi minuti. Da Lucca centro sono circa 9 km in auto, percorribili in circa 12 minuti lungo la SS12.

Il Parco delle Parole d'Oro

L'area attorno alle sorgenti e alle Parole d'Oro è oggi un parco naturale attrezzato, gestito dall'Associazione Il Tuffetto che organizza visite guidate e attività didattiche. Il prato intorno al ponticello è ampio e ben tenuto — un posto perfetto per un picnic all'aperto lontano dalla città.

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